“Colla per le scarpe, dalle Radici Storiche ai Mastici Moderni: Come Nasce una Calzatura Perfetta”
“Oggi capirai come una scarpa lega insieme l’artigianalità del passato e l’innovazione tecnologica del presente. Sapevi che il segreto di questa unione risiede nella colla? Questo articolo ti condurrà in un viaggio affascinante nel mondo del mastice, dai maestri calzolai medievali alle avanguardie chimiche italiane odierne. Scopri il potere nascosto dietro ogni passo che fai ogni giorno!”
Solo quando la suola si attacca saldamente alla tomaia con una presa adesiva duratura nel tempo, possiamo iniziare a chiamarla”scarpa”.
Per comprendere meglio le regole di un incollaggio perfetto, è doveroso fare un passo indietro nel passato per scoprire quali sono stati gli sviluppi e le cause che hanno determinato le trasformazioni dei prodotti e dei processi produttivi nelle calzature.
- Cosa usavano i maestri calzolai di un tempo per incollare le scarpe?
- Come mai l’Italia è famosa in tutto il mondo per le sue fantastiche calzature?
- Dove ha origine il segreto e la storia delle calzature?
Con questo articolo andiamo a conoscere, il misterioso e complesso mondo dei “collanti o adesivi” o se preferiamo meglio chiamarli in gergo tecnico utilizzato dai maestri calzolai… “MASTICI”.
Per questo viaggio nella “Storia del mastice per le scarpe” ho usufruito dei racconti dell’amico e storico collaboratore Diego Merizzi, consulente tecnico specializzato sui collanti per calzature.
Andiamo a scoprire, la storia dei collanti per calzolai. Quali sono state le soluzioni ai problemi che oggi fanno parte del patrimonio genetico e culturale dei calzaturifici che producono calzature di vera qualità made in Italy.
La storia delle colle e del mastice per calzature

Le origini: Dai Maestri Calzolai Medievali alle Prime Colle Sintetiche!
Tutto ebbe inizio con i maestri calzolai medievali, quando i collanti naturali, come colle di pesce, ossi di seppia, farine di amido di cereali erano protagonisti. Ma fu solo negli anni ’30 del Novecento, grazie al boom dell’industria chimica, che nacque il vero mastice moderno. Questa rivoluzione cambiò per sempre il mondo delle calzature, introducendo colle sintetiche capaci di garantire performance superiori…

Il Mastice per calzature era un segreto militare…
La Seconda Guerra Mondiale diede grande spinta all’industria chimica delle colle, furono elaborati materiali ipossidici, neoprene e altro ancora. Tutti questi elementi e nuove molecole sintetiche tuttavia, non furono disponibili subito al grande pubblico prima del termine della grande guerra, perché fino a quel periodo erano considerati… “Segreto militare”.
Dal secondo dopoguerra in poi, l’industria chimica crebbe notevolmente arrivando a sviluppare colle adesive altamente specializzate e colle resistenti all’acqua realizzate anche per applicazioni particolarmente specifiche come ad esempio, l’industria aerospaziale.
Il primo mastice sintetico per le calzature: Il mastice neoprenico a freddo…
Agli inizi degli anni ’50 apparve il primo mastice neoprenico per calzature al solvente che sostituì definitivamente, la colla al lattice in gomma di caucciù, usata fino a quel periodo. Il mastice neoprenico al solvente, asciugava prima ed aveva maggior potere adesivo rispetto alla colla al lattice. Il caratteristico colore giallo ambrato del mastice per le scarpe al neoprene, che utilizziamo ancora oggi è dovuto alla presenza di resine in esso contenute.

Gli anni ’50 la scoperta delle suole in gomma…
Verso la fine degli anni’50 un altro materiale molto più elastico e isolante del cuoio, fece la sua entrata nel mercato della calzatura, la suola in gomma, ma… Non fu un applcazione cosi semplice!
La gomma presentava delle caratteristiche chimiche differenti dal cuoio e l’adesivo per calzature utilizzato fino a quel periodo non era più efficace. La mescola della suola in gomma, conteneva delle componenti oleose.
Gli oleosi presenti nella gomma impedivano una presa adesiva efficace. Il problema da risolvere per i chimici dell’epoca non fù semplice. Dopo aver applicato la colla sulla suola, gli oleosi risalivano in superficie, neutralizzando l’azione adesiva del mastice neoprenico a freddo.
Fu così che la storia della calzatura conobbe quello che ancora oggi nel mondo calzaturiero chiamiamo attivatore per il mastice.
Aggiungendo l’attivatore al mastice neoprenico, il collante veniva a formare un film isolante sulla superficie della suola in gomma. Questo film isolante era in grado di fermare la risalita in superficie delle sostanze oleose che compromettevano l’incollaggio tra suola e scarpa. Grazie alla semplice aggiunta dell’attivatore, quindi, il mastice neoprenico ritrovò finalmente il suo potere adesivo e per anni fu la colla esclusivamente usata per incollare la suola in gomma alla scarpa.
Un collante tossico!… Fu il più grande problema dell’applicazione delle suole in gomma.
A mettere di nuovo in crisi l’industria dei collanti dell’epoca questa volta fu il solvente aromatico toluolo. Per far si che il mastice neoprenico avesse un forte potere adesivo sulla gomma, nella formulazione chimica del collante, era presente un alto contenuto di toluolo o toluene ( nome UPAC metilbenzene) un solvente aromatico ritenuto in seguito, altamente tossico.
Crisi delle calzature!!! Mai più mastice neoprenico…
Nel 1961 lo stato Italiano vietò l’utilizzo del solvente toluolo. Fù un vero disastro per tutto il mondo delle calzature! Era impensabile rinunciare all’innovativo fondo in gomma naturale. Le richieste del mercato per le scarpe con le suole in gomma, erano in forte crescita. Le suole in gomma avevano un grip decisamente migliore del cuoio. Caratteristiche come elasticità, resistenza e isolamento termico ed elettrostatico, rendevano le scarpe con le suole in gomma idonee per diverse modalità d’impiego dal civile al militare.
Ma come era possibile incollare il fondo in gomma alla scarpa, senza l’utilizzo del toluolo nella formula del mastice neoprenico?
Il nuovo mastice neoprenico per calzature arriva dall’Italia…
Il divieto del toluolo da parte dello stato, fu una notizia sconcertante per il mondo delle calzature. Ma qualcuno stava già pensando ad un’alternativa al mastice tossico. Un umile chimico italiano, fù il primo a trovare la soluzione che tutti cercavano.
Nel 1962 il dottor Corsi, un chimico italiano dell’azienda Boston, riuscì a formulare un nuovo mastice neoprenico, senza l’utilizzo del Toluolo. La Boston divenne subito l’azienda leader in Italia delle colle per calzature e punto di riferimento per tutte le aziende produttrici di mastice per le scarpe dell’epoca. Il nuovo mastice neoprenico a freddo della boston, denominato “bebe bond 516S” incollava la gomma ed il cuoio come nessun altro adesivo per calzature.
Ma la sete per le novità cresceva insieme al brand “made in Italy”. C’era la necessità di stupire tutto il mondo con le scarpe italiane. Il gusto del bello ed il fatto bene, era ed è ancora percepito dal mondo della moda e del fashion, un esclusiva tutta Italiana.
La scoperta del mastice a caldo per le suole in poliuretano, termoplastiche.
Tra il 1940 ed il 1950 in Germania si stavano facendo esperimenti su un nuovo tipo di materiale termoplastico, il poliuretano (PU) che aveva lo scopo di competere con le già esistenti e famose fibre di nylon. Fu però solo agli inizi degli anni’70 che il poliuretano fece la sua apparizione anche nel mondo della calzatura.
La prima azienda a credere in questo innovativo materiale e quindi a stampare suole in Poliuretano per calzature, fu la EPAflex di Vigevano. Mentre la prima azienda a formulare il primo mastice poliuretanico di qualità, in grado di incollare la suola in poliuretano sulla scarpa, fu la Evo stik dei Fratelli Zucchini. Questa nuova e potente colla per calzature, portava il nome in codice di X161MP dove MP era la sigla di Maria Pia, storico calzaturificio di Verona, cliente affezionato della ditta di collanti Zucchini e primo utilizzatore del nuovo mastice puliuretanico a caldo.
La stessa EPAflex leader dell’epoca sulla produzione di fondi in poliuretano, consigliava l’azienda Zucchini ai propri clienti calzaturieri quando avevano problemi di incollaggio con le suole in poliuretano sulle scarpe.
Oramai era esploso il fenomeno del poliuretano. Un materiale innovativo per le calzature, più leggero della gomma, più resistente all’abrasione e soprattutto più semplice e veloce da produrre.
Tempi di attesa lunghi per la produzione di suole gomma…
Uno dei grossi problemi della gomma, erano infatti i lunghi tempi del processo produttivo che causava spesso dei forti ritardi nelle consegne che si traducevano poi, in malcontento da parte dei clienti. Per la produzione del fondo in gomma, è necessario da parte della fabbrica, impastare la gomma di caucciù alla terra. Dopo aver impastato la gomma segue un processo di stampaggio. Estratta la suola in gomma dallo stampo, viene in seguito messa a cuocere.
L’esperimento che mise a confronto la resistenza della suola gomma rispetto alla suola in poliuretano
Siamo a conoscenza che in seguito al successo delle suole in poliuretano, in forte competizione con la suola in gomma, furono eseguiti dei test sperimentali per verificare la resistenza nel tempo sia della gomma che del poliuretano. Furono sotterrate a circa un metro di profondità delle suole, sia in gomma che in poliuretano. Dopo 5 anni, le suole furono tirate fuori dalla terra e fu possibile osservare che: I fondi in gomma erano quasi interamente disintegrati dal tempo, mentre i fondi in poliuretano erano perfettamente intatti.
Dopo questo esperimento fu possibile constatare che: Mentre il fondo in gomma è pur sempre un materiale naturale, deteriorabile e riciclabile, formato da un impasto di terra e gomma di caucciù, il poliuretano è un materiale sintetico, altamente resistente, ma anche e purtroppo inquinante e difficilmente riciclabile.
Il nuovo mastice al solvente poliuretanico utilizzato per incollare le suole in poliuretano (PU), è tutt’oggi una colla potentissima, nettamente superiore al mastice neoprenico come potere adesivo. Il mastice a caldo poliuretanico, venne impiegato per incollare sia le suole in cuoio che le suole in gomma.
E’ importante preparare le suole prima di applicare il mastice…
Per il cuoio e la pelle non ci sono particolari problematiche all’incollaggio. Le esigenze di preparazione sia della suola in cuoio che della scarpa in pelle, sono come quelle eseguite per il mastice neoprenico. Per quanto riguarda invece: la gomma, il poliuretano e gli altri materiali innovativi che seguirono nel tempo, i trattamenti di preparazione preventivi al processo d’incollaggio variano, a seconda dei materiali impiegati. I processi di preparazione delle suole sono tutt’ora fondamentali per garantire un perfetto incollaggio tra suola e scarpa.
Per preparare ogni tipo di suola per calzature ad un perfetto incollaggio alla scarpa, ti consiglio di leggere anche l’articolo: “La colla perfetta per incollare le suole delle scarpe”
Dopo le suole in poliuretano seguirono altri materiali…
Dopo il poliuretano arrivarono sul mercato altre tipologie di materiali per la costruzione di suole per calzature, ognuno con le proprie caratteristiche ed ognuno con le proprie esigenze chimiche. Di seguito un elenco di questi materiali per ordine di uscita sul mercato:
- PVC oggi quasi scomparso dal mercato delle calzature a causa dei suoi componenti chimici tossici ed inquinanti.
- Politene o polietilene misto a EVA, utilizzato per un breve arco temporale negli anni ’80, per la costruzione di zeppe e plateau.
- La Para (Gomma naturale estratta dal latice di alcune piante brasiliane).
- TR e TR light.
- TPU e TPU modificato.
- Thunit.
- Microlite
- Microporosa
- EVA oggi è il materiale più impiegato per la tipologia di scarpe da ginnastica e scarpe da tennis, grazie alle sue caratteristiche di: leggerezza, elasticità e resistenza alle abrasioni.
L’EVA oggi è il materiale preferito dagli stilisti per la realizzazione delle suole per le sneakers, grazie alle sue doti di leggerezza, elasticità e resistenza all’abrasione. Ad oggi giugno 2021 questo materiale sta subendo purtroppo una crisi produttiva per la forte richiesta dai mercati e la scarsità di approvvigionamento delle materie prime per la fabbricazione.
Nel 91% dei casi oggi si utilizzano mastici al solvente poliuretanici a caldo, per l’incollaggio delle suole per calzature sulle scarpe e come abbiamo detto i processi di preparazione delle suole sono differenti a seconda dei materiali di cui sono composte.
Colla a base acqua o mastice a base solvente?
Facendo una considerazione basata sulle mie esperienze direttamente in produzione di calzature, sono arrivato ad una personale considerazione: i collanti a base acqua non sono ancora pronti a un perfetto incollaggio che duri nel tempo tra suola e scarpa, specialmente su materiali termoplastici che sono attualmente presenti sul mercato. I tempi del processo di asciugatura sono più lunghi rispetto alla colla a base solvente e questo va in contrapposizione con le esigenze di consegne che hanno tempi sempre più brevi e concentrati solo in alcuni periodi dell’anno.
Test sulla colla a base acqua…
Nel tempo sono stati effettuati diversi test per verificare il potere adesivo delle colle all’acqua su tutti i materiali che si usano per le scarpe. Purtroppo non tutti i test hanno dato esito positivo specialmente quelli sulle suole termoplastiche. Si è osservato che la colla a base acqua, nell’immediato ha un potere adesivo maggiore rispetto alla colla al solvente. Dopo circa 6 mesi dall’incollaggio però, il risultato cambia. Con il passare del tempo, il potere adesivo della colla a base acqua diminuisce anche del 50% mentre il potere adesivo del mastice al solvente rimane immutato intorno al 70%.
La colla a base acqua è ecosostenibile?
L’acqua non è l’unico elemento contenuto nelle colle a base acqua. Dobbiamo considerare che sia il mastice a base solvente sia le colle a base acqua, contengono entrambe elementi sintetici. Senza questi elementi, l’incollaggio di alcuni materiali termoplastici più usati per le suole delle calzature, non avrebbe efficacia. L’acqua è solo il veicolante, effettivamente sono le molecole sintetiche sono quelle che attivano il potere adesivo. Quindi, la risposta a questa delicata domanda la lascio solo intendere a te che stai leggendo.
Tuttavia le colle a base acqua saranno il futuro dell’incollaggio.
Negli ultimi anni, la colla all’acqua è stata al centro dell’attenzione di tutte le aziende di collanti. Gli sviluppi tecnici sull’incollaggio di questo tipo di colla ha fatto passi da gigante negli ultimi periodi. Come mia consuetudine, data l’importanza di questo delicato argomento, tratteremo la colla all’acqua in un articolo esclusivo. Un importante argomento che non puoi perdere!
Concludo con una simpatica citazione:
Un ringraziamento particolare al supporto tecnico dello specialista dei collanti Diego Merizzi.
Spero che questo articolo ti sia piaciuto. Scrivimi se hai domande specifiche o dubbi a questo link. Oppure lascia un commento qui sotto, ti risponderò prima possibile.
Vuoi approfondire questo ed altri temi?
- Leggi anche “Mastice per calzature: consigli e tecniche d’incollaggio delle scarpe”
- Iscriviti al canale YouTube
- Seguimi su LinkedIn





Scrivi un commento